LA SCUBA DIVING AD USTICA

CLICCA SULLA NEWS E LEGGI L'ARTICOLO DI PIERLUIGI DI ROSA PUBBLICATO SU SUDPRESS DEL 08/09/2015

Scuba Diving Catania: un viaggio ad Ustica che diventa esempio di eccellenza

Ustica 1

La prestigiosa scuola di sport subacquei, ospitata presso la Baia Verde di Catania, organizza ogni anno un viaggio per appassionati dei fondali: un’esperienza da raccontare perché piccole cose fatte bene fanno sperare che qualcosa possa migliorare. E così speriamo anche noi, che tanta fiducia non abbiamo, ma che di certo non ci rassegniamo

La Scuba Diving School è una scuola di preparazione subacquea  presieduta da Carmelo Mannino, training instructor ISDA di grande esperienza.

Lo staff è composto, oltre la mascotte Azzurra, da 15 istruttori con varie specializzazioni, con in testa gli “anziani” Piero Romano, Leo Susinni e Saverio “Saso” Battiati

La sede è un incantevole angolo della Baia Verde di Catania, da dove ci si immerge per avviarsi alla pratica subacquea in assoluta sicurezza o perfezionarsi per avventure sempre diverse e sempre più emozionanti, subito riportate sulla pagina Facebook del gruppo.

La caratteristica principale di un’immersione è la sua capacità di astrarti da qualsiasi problema, se hai proprio bisogno di “staccare la spina”, basta qualche metro nel Blu e sei fuori dal mondo, concentrato sui tuoi movimenti, su quelle bolle, sull’assetto, su quei pesci che ti guardano più incuriositi di te.

Mio figlio Giancarlo, 15 anni, è un appassionato già al secondo brevetto. Io lo seguo con un triste “open” (il primo livello, da superare subito).

E’ stato promosso e quindi una sorpresa ci stava.

Sono venuto a sapere che anche quest’anno la scuola organizzava 4 giorni ad Ustica, uno dei fondali più belli del mondo, a due passi da casa (Anas permettendo).

Il 2 settembre si parte.

E diventa subito una piccola storia da raccontare, che assume rilevanza pubblica perché assurge ad esempio di una capacità organizzativa, una professionalità, una serietà alla quale, purtroppo, non siamo troppo abituati, e che se diventasse la norma potrebbe davvero rappresentare una risorsa straordinaria per la nostra economia turistica.

Siamo in 35 e partiamo puntuali dalla Scogliera, in pullman alla volta di Palermo dove prenderemo l’aliscafo per Ustica.

Il tragitto è reso complicato dall’arci nota vicenda del viadotto Himera, che lo allunga di oltre un’ora e preoccupa non vedere al lavoro nessun operaio a distanza di mesi. Ma questa è un’altra storia.

Attracchiamo senza intoppi sulla banchina dell’isola e qui l’organizzazione di questo piccolo viaggio comincia a farsi notare.

Ad attenderci sul molo il personale dell’Hotel Clelia, dove verremo alloggiati, che recuperano i bagagli e ci accompagnano in macchina al resort.

L’attrezzatura tecnica di tutti i sub viene presa in consegna dagli uomini del diving che ci assisteranno ogni giorno durante le immersioni.

Nessun disguido, nessuna fatica, organizzazione perfetta, comprese cene, pranzi, colazioni.

Anche l’assistenza del diving Mister Jump capitanato da Alessandro Ruju è di altissimo livello, con gli istruttori del suo staff che si sono tutti distinti per la competenza, disponibilità e simpatia. Un grazie particolare a Dario che ha avuto il compito di assistermi (ero il meno esperto  e preparato del gruppo) e lo ha fatto con grande equilibrio e prudenza.

Posso dirlo con cognizione perché proprio il primo giorno ho subìto un piccolo incidente sott’acqua che poteva avere conseguenze più fastidiose se il presidente Carmelo Mannino, che guidava il mio gruppo, non se ne fosse subito accorto, persino prima di me, portandomi subito in superficie in tutta sicurezza.

Le giornate sono passate molto gradevolmente, con chi, come me, ne ha approfittato per un assoluto riposo, immersioni a parte, e chi si è lasciato andare a qualche goliardica bevuta, con corollario di guerra di gavettoni e bombe fragorose che hanno scosso la quiete della splendida isola.

Una bellissima esperienza, certamente da ripetere, un modo di stare insieme in maniera sana, conoscere persone che condividono una passione che mette al suo centro la bellezza della natura ed il rispetto dell’ambiente in cui si vive, oltre che la straordinaria attenzione per i propri compagni nel momento in cui si scende in profondità.

Una disciplina davvero istruttiva, per i più giovani, che si sono dimostrati molto maturi e responsabili, e per gli adulti che trovano così l’occasione di rigenerarsi.

Bello davvero vedere compagni di vita, padri e figli, amici, tenersi per mano mentre si scende sott’acqua, controllarsi a vicenda, scambiarsi gesti di incitamento e assicurazione.

Complimenti davvero a tutti i partecipanti, con l’augurio che trovino sempre “buon mare”.

Anche sulla terra ferma.