La Posidonia oceanica

LA POSIDONIA OCEANICA E' UNA PIANTA SUPERIORE PASSATA DALLA VITA TERRESTRE A QUELLA MARINA. E' INFATTI COSTITUITA COME LE PIANTE TERRESTRI DA RADICI, UN FUSTO E FOGLIE LUNGHE E NASTRIFORMI DI COLORE VERDE BOTTIGLIA.

 

La Posidonia oceanica, è una pianta marina, da non confondere con un'alga, in grado di creare delle formazioni dense che assumono l’aspetto di vere e proprie praterie sommerse le quali possono estendersi anche per chilometri su fondali poco inquinati e degradati.

Essa si differenzia in maniera evidente dalle alghe per la presenza di organi specializzati per la riproduzione sessuale mantenendo anche la riproduzione vegetativa.

Le praterie di Posidonia oceanica rappresentano uno degli ambienti più importanti del bacino del Mediterraneo ed essendo una specie endemica dovrebbe essere maggiormente tutelata e protetta, considerando anche la sua importanza ecologica e il suo attuale degrado.

La Posidonia, inoltre, è attualmente inserita nella lista delle specie in pericolo o minacciate acclusa alla Convenzione di Barcellona ed è considerato un habitat primario di interesse comunitario dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE).

Secondo le leggende popolari il nome deriverebbe da Poseidone, divinità greca custode del mare, date le vaste praterie sottomarine che si sviluppano lungo il litorale costiero mediterraneo le quali possono raggiungere estensioni ragguardevoli ricoprendo una superficie tra i 2,5 e i 5 milioni di ettari, a partire dalla superficie fino ai 30 metri di profondità, solo eccezionalmente fino a 50 metri in acque molto limpide.

I fondali occupati dalla Posidonia sono per lo più sabbiosi, ma questa pianta si può osservare anche su fondali detritici e persino rocciosi dove i rizomi hanno la facoltà di crescere sia in verticale che in orizzontale, intrecciandosi fra loro e formando con il sedimento intrappolato dalle foglie, dove formano delle terrazze sottomarine chiamate “Mattes”, alte anche diversi decimetri.

La Posidonia può vivere entro un discreto campo di temperature (da 10°C a 28°C circa), mentre è poco tollerante nei confronti delle variazioni di salinità, per cui è assente alle foci dei fiumi e nelle lagune salmastre costiere.

 

    

Essendo una pianta superiore produce delle gemme da cui si sviluppano, fra ottobre e dicembre, i fiori che, una volta fecondati, daranno origine a frutti di colore nero, galleggianti, detti “olive di mare”. Questi ultimi galleggiando, vengono trasportati dalle correnti marine e alla marcescenza del frutto, trovate sul fondo le condizioni ambientali ideali, rilasciano i semi da cui hanno origine le nuove piantine.

L’impollinazione avviene sott’acqua sfruttando le correnti marine, in quanto il polline presenta una densità simile a quella dell’acqua, tuttavia il sistema di riproduzione principale è quello vegetativo.

La presenza di una prateria estesa ed in buone condizioni, influenza la zona costiera in maniera determinante in quanto preserva il suolo dall'erosione, evitando frane e smottamenti sottomarini, inoltre la parte fogliare ha azione frenante sulle onde rallentando l'erosione delle coste, grazie al movimento delle foglie che creano una vera e propria barriera.o mediterraneo. 

 La Posidonia svolge un indispensabile ruolo anche quando non è più vitale, infatti l'azione del moto ondoso e delle mareggiate producono due tipi differenti di detriti della pianta, le prime formazioni sono degli agglomerati ovali di colore marrone detti Egagropili, frutto dello sfilacciamento  dei residui  fibrosi delle foglie che circondano il rizoma, le seconde, dette “Banquettes” sono accumuli di foglie laminari della pianta.

E' facile pensare che maggiore è la ricchezza di un habitat maggiore sarà la componente animale vi si troverà, sia perché i vegetali rappresentano una fonte di cibo sia perché l'ambiente consente il riparo dai predatori.Durante l’inverno, momento in cui le foglie della Posidonia marciscono e si staccano, si creano sulle spiagge degli ammassi vegetali caratterizzati da un forte odore e considerati un segnale inequivocabile dell’esistenza di una prateria di Posidonia nella zona.