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Ustica 2006

Gli antichi geografi e storiografi la chiamarono Ustica, ossia relitto di vulcano spento (Ustum = bruciata). Per i Greci invece era Osteodes = "ossario o isola delle ossa", per i resti umani di una deportazione cartaginese di soldati mercenari, ammutinati che qui trovarono la morte per fame e sete. La Riserva è gestita dal Comune dell'Isola sin dalla sua istituzione nel 1986. Il successo e il consolidamento della Riserva nel tessuto sociale della comunità usticese l'hanno integrata nel patrimonio della popolazione. E' il motore delle maggiori iniziative promozionali e di sviluppo dell'isola. Come raggiungerla:Ustica si raggiunge esclusivamente via mare da Palermo oppure, nel periodo estivo, anche da Napoli; queste due città sono naturalmente raggiungibili con voli diretti nazionali ed internazionali provenienti dai maggiori scali europei. Il collegamento da Palermo è garantito da una nave traghetto, che consente anche l'imbarco di automezzi, e da aliscafi passeggeri che nel periodo estivo prestano il servizio anche tre volte al giorno. La nave impiega 2 h. e 30 min. mentre gli aliscafi 1 h. e 15 min. Da Napoli, esclusivamente nel periodo estivo e cioè dal 1° giugno al 30 settembre, il collegamento diretto è garantito tre volte alla settimana e viene effettuato con un moderno e confortevole aliscafo che in 4 h. circa (dipende dalle condizioni del mare) copre il tragitto. Arrivando da Est, l'isola appare come due terre divise con Monte Guardia dei Turchi, il più alto dell'isola con i suoi 244 metri, che sovrasta il paese. Lungo la costa spicca poi Capo Falconara, sporgente e roccioso, con la Punta Omo Morto sulla cui sommità si trova una torre addossata ad una costruzione con sopra un fanale. Proseguendo ad ovest della punta, la costa è rocciosa e scoscesa, di difficile accesso e con fondali piuttosto elevati. A nord di Punta Gorgo Salato, c'è la secca Colombara, con un fondale minimo di un metro e mezzo circa, ma ben segnalata dai settori dei fanali a terra. Gite ed escursioni ad Ustica:Partendo dal porto di cala Santa Maria in direzione sud si incontrano le prime grotte, quella Azzurra, Accademia, delle Barche e del Tuono. Si arriva a Punta Cavazzi uno dei posti panoramici dell'isola, proseguendo si arriva nei pressi di Punta dello Spalmatore dove ha inizio l'area A (quella a riserva integrale delle acque intorno alla costa) e la Torre dello Spalmatore. Proseguendo e arrivando ai pressi di Punta Megna si intravede lo Scoglio del Medico, la cui leggenda vuole che un re saraceno vi lascio morire di fame il suo medico perchè non era stato capace di guarire la figlia. Escursioni subacquee: Punta Galera e la Grotta dei Gamberi Secca della Colombara Lo Scoglio del Medico Punta Gavazzi: il percorso archeologico Punta dello Spalmatore e la Grotta dei Cirri Punta dell'Arpa Il Sicchitello Capo Falconiera Non solo immersioni:La piccola isola di Ustica offre una serie di attività alternative interessanti. Si possono effettuare splendide gite in bicicletta lungo la strada che costeggia l'isola. Ci si può fermare per una visita al piccolo Acquario situato di fronte alla zona A della Riserva Marina; qui si possono ammirare tutte le specie vegetali ed animali tipiche di questo mare. Non molto distante, è possibile farsi accompagnare dalle guardie della riserva alla Grotta Rosata, così chiamata per la colorazione rosa che assumono le pareti ricoperte da un'alga che riflette questo colore con la luce del tramonto che filtra dalla volta a cielo aperto. Poco più avanti, vicino al faro di Punta Spalmatore, potrete riposare e rinfrescarvi con un tuffo nelle acque delle Piscine Naturali; per gli appassionati di mountain bike o di trekking, il percorso ottimale è quello sterrato che passa attraverso il magnifico bosco di pini marittimi, sale sino a raggiungere la cima del monte Guardia di Mezzo a 248 m.s.l.m. da dove si gode uno splendido panorama, per poi ridiscendere lungo la costa dello Spalmatore. D'obbligo è la visita alla Fortezza, rifacimento borbonico su base romana risalente al 1763, ed al museo Archeologico dove sono custoditi interessanti reperti di diverse epoche, ritrovati sull'isola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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